mercoledì 11 giugno 2014

Germania Ovest 1974

Germania Ovest 1974 (13 giugno-7 luglio) – Campione: Germania Ovest
Formazione della finale: Maier Vogts Breitner Schwarzenbeck Beckenbauer (c) Overath Bonhof Grabowski Muller Hoeness Holzenbein – All.Schon
Marcatori della finale: Neeskens (P) Breitner (G) Muller (G)
Percorso dei vincitori: Germania Ovest-Cile 1-0 Germania Ovest-Australia 3-0 Germania Ovest-Germania Est 0-1; Germania Ovest-Jugoslavia 2-0 Germania Ovest-Svezia 4-2 Germania Ovest-Polonia 1-0; Germania Ovest-Paesi Bassi 2-1
Piazzamenti: 2.Paesi Bassi, 3.Polonia, 4.Paesi Bassi
Partecipanti: 16 squadre
Capocannoniere: Lato (7 reti)
Media reti: 2,55 a partita

La crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente, col costo petrolifero schizzato alle stelle, il Watergate scoppiato sulla presidenza Nixon, l'assassinio di Allende incorniciano il Mondiale numero dieci, organizzato dalla Germania Ovest che aveva vissuto circa due anni prima un'Olimpiade scossa dall'attentao di Settembre Nero nei confronti degli atleti israeliani.

La prima Coppa del Mondo premierà i padroni di casa, già Campioni europei in carica: la scultura, cinque kili d'oro, è creata dall'italiano Cazzaniga; per esigenze televisive c'è una partita in più e per la prima volta sono assicurati gli strumenti di lavoro, le gambe.
Tip e Tap

Sanon
Il Mondiale delle basette vive un gioco moderno grazie a due
Nazionali: Paesi Bassi (assenti nella fase finale dal '38) e Polonia, quest'ultima reduce dall'eliminazione nelle qualificazioni dell'Inghilterra, che non approderà neppure alle fasi finali argentine.
L'orso sovietico rinuncia allo spareggio col Cile, per protesta contro il regime di Pinochet, contestato dalla maglia rossa di Panatta nella vittoriosa finale di Davis a Santiago due anni dopo.
Tip e Tap le due mascotte del torneo.

Gara inaugurale tra Brasile e Jugoslavia: 0 a 0, nel girone dove la cenerentola Zaire incassa il 9 a 0 slavo.
Le scuole che dominano ampia parte del decennio europeo a livello di Club in Europa (Ajax e Bayern) si appropriano della finale bavarese.

Come accadde all'Ungheria, i Paesi Bassi di Michels stravolgono canoni tattici per lasciare un segno di bellezza e di malinconia: due finali raggiunte e perdute contro i padroni di casa, inframezzate da un podio europeo.
Il perfezionatore del calcio totale, dopo i successi con Ajax e Barcellona (guarda caso Club fautori del gioco collettivo e guidati da maestri orange) otterrà il giusto riconoscimento internazionale colla propria Nazionale sul finire della carriera, sempre in Germania Ovest (Europeo vinto 2 a 0 sull'Urss).

Cardini dell'Arancia Meccanica sono pressing e fuorigioco, ma senza una buona tecnica individuale media i ripropositori di questo stile di gioco sono solo epigoni: tutti sanno spostarsi lungo lo spartito secondo ingranaggi oliati, colla necessaria visione di gioco e condizione atletica.
Sembra di assistere a balletti classici, Nureyev interpretato dal numero quattordici.

Oltre la rapidità (anche di pensiero) del Profeta a tuttocampo Cruijff emergono il lancio di Krol, la regia di Neeskens e le ali Rensenbrink e Rep.
Nell'immaginario rimane Jongbloed, il primo portiere sulla soglia dell'area di rigore, abile forse più coi piedi che colle mani.
Il tre volte Pallone d'Oro Cruijff è anche col tempo bandiera catalana, oltre che genero del re del commercio in diamanti.

La Nazionale di Valcareggi, la cui spedizione negativa è romanzata da Arpino in Azzurro tenebra, gioca sotto pressione, forte di buone amichevoli internazionali (per la prima volta corsari a Wembley grazie a Capello) e dell'imbattibilità di Zoff (1142 minuti): un torneo dove i reduci del Messico avrebbero dovuto portare a fondo il loro percorso diventa incolore finale di carriera azzurra per molti (Mazzola, Riva e Rivera).
Il gestaccio di Long John al ct fotografa l'immediato scioglimento delle nostre ambizioni: la squadra non esprime i suoi valori ed il 3 a 1 ad Haiti, peraltro andata in vantaggio, inciderà sulla differenza reti.
La sconfitta colla Polonia ha l'aggravante di un presunto tentativo di combinare il pareggio.

La seconda fase si sviluppa con un ulteriore girone all'italiana per designare le finaliste: i padroni di casa perdendo il derby coi cugini orientali scivolano nel girone meno qualitativo e lo dominano, ancella la Polonia dall'ala Lato, del regista Deyna, del possente centravanti Szarmach e del portiere Tomaszewski; i Paesi Bassi eliminano sotto la pioggia di Dortmund con una lezione qualitativa i campioni in carica che, costretti a metterla sul piano fisico, si mettono contro la loro natura a picchiare.
Beckenbauer e Cruijff
Nonostante il vantaggio su rigore al primo minuto (azione avviata da centrocampo senza interruzione tedesca), si afferma la Germania Ovest, squadra concreta, esperta a certi livelli, con buonissimi giocatori: Schon si limita a coprire gli spazi ed affidare il gioco a Beckenbauer ed Overath, finalizzatore superbo Muller, secondo solo a Ronaldo come marcatore nelle fasi finali della manifestazione iridata.

Curiosità - Sanon segna anche l'altra rete haitiana; Sparwasser decide la sfida tutta tedesca; il difensore dello Zaire Mwepu scatta dalla barriera a colpire la palla (pressioni di Mobutu), ma la punizione spetta al Brasile.

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